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::: La fine o l'inizio? :::Ebbene ci siamo. Ho scelto oggi, primo luglio 2009, nonchè giorno del mio compleanno, per dare l'addio definitivo a questo blog e per un arrivederci a tutti i miei lettori. Questo blog ha rappresentato un angolo per farmi conoscere, stringere nuove amicizie (virtuali) e potenziare quelle reali (che hanno apprezzato il mio raccontarmi, suggerire libri o dvd, testi e canzoni, parlare della politica, dei problemi in generale...). L'avevo annunciato tempo fa e ora quel momento è arrivato.
Questo blog chiude ma... quasi sicuramente presto uno nuovo prenderà il suo posto... e perchè no... magari con lo stesso titolo... o forse no... non so.
In questi anni mi sento cambiato, maturato, ho detto addio a importanti amicizie, cementificato quelle veramente importanti, scoperto l'Amore (anche se ora lontano...), ho iniziato un percorso unoversità-tirocinio-altroche spero mi porterà professionalmente dove voglio arrivare (...o per lo meno in quell'ambito). E' un periodo tutto sommato positivo, mi sento energetico e pronto ad affrontare e iniziare una nuova fase della mia vita. Speriamo il più presto possibile. E tutto quello che verrà in più sarà ben accetto.
Ho scelto questa canzone dei REM - At my most beautiful, perchè, pur avendo un testo che poco ci azzecca con un saluto ad un blog, mi piace la musica e in un certo modo vuole essere il mio personale saluto a questo spazio... Un blog che mi ha visto sorridere, essere arrabbiato, deluso, speranzoso eta ingenuo... proprio come sono nella mia vita. Quindi se volete una mia interpretazione... è come se il blog dicesse a me le cose che il cantante dice alla persona a cui si rivolge!! :-) ma meno romanticamente! eheeheheh!!!
Un abbraccio e... GRAZIE a tutti coloro che, almeno una volta, si son fermati a leggermi.
Se questo Blog è cresciuto in questi anni, si è migliorato e arricchito il merito è mio ma sopratutto vostro.
Fabio
AT MY MOST BEAUTIFULi've found a way to make you / Ho trovato un modo per farti i've found a way / ho trovato un modo a way to make you smile / un modo per farti sorridere i read bad poetry / ho letto cattive poesie into your machine / nella tua segreteria i save your messages / ho salvato I tuoi messaggi just to hear your voice. /solo per sentire la tua voce. You always listen carefully / tu sempre ascolti attentamente to awkwards rhymes / le rime contorte you always say your name / dici sempre il tuo nome like i woulden't know it's you, / come se non sapessi che sei tu at your most beautiful. / il tuo meglio. i've found a way to make you / ho trovato un modo per farti i've found a way / ho trovato un modo a way to make you smile / un modo per farti sorridere. At my most beautiful / il mio meglio i count your eyelashes secretly / conto le tue ciglia di nascosto with every one, whisper i love you / per ognuna di esse ti sussurro “ti amo” i let you sleep. / mentre ti lascio dormire i know you're closed eye watching me, / lo so.. mi stai guardando ad occhi chiusi / listening / ascoltando i thought i saw a smile. / penso di aver visto un sorriso. i've found a way to make you / ho trovato un modo per farti i've found a way / ho trovato un modo a way to make you smile. / un modo per farti sorridere. false verità
Un film di Atom Egoyan. Con Kevin Bacon, Colin Firth, Alison Lohman, Rachel Blanchard.
Titolo originale Where the Thuth Lies. Drammatico, durata 107 min. - Canada 2005 1959. Lanny Morris e Vince Collins sono i due entertainer più famosi degli Stati Uniti. Conduttori inarrivabili riescono a gestire una Maratona Telethon che ottiene esiti che vanno al di là delle più rosee speranze. Una donna trovata morta in una cassa a loro destinata separa le loro carriere. I due hanno un alibi ma no riusciranno più a lavorare insieme. Quindici anni dopo una giornalista rampante riesce a strappare un contratto favoloso con un editore a patto di riuscire a riaprire il caso. Avvierà così un'indagine che la porterà a scoprire diverse facce della verità...anche su se stessa. Atom Egoyan, dopo il parziale 'detour' di Ararat, torna ai suoi temi preferiti: l'ambiguità della vita, la ricerca della verità sin dall'inizio votata al fallimento, il tentare di rimuovere, sapendo già di non riuscirci, le apparenze di cui gli esseri umani si rivestono per non scoprirsi (nella sua visione) desolatamente 'nudi'. Cosa di meglio allora del mondo dello spettacolo con i suoi lustrini e con i suoi doppifondi dell'anima? Intrigante sin dal titolo ('lie' sta per 'mentire' e 'giacere' quindi il titolo può essere letto sia come "Dove si trova (giace) la verità" oppure "Dove la verità mente") con questo film il regista di Exotica e di Il dolce domani riaffronta le proprie (ormai quasi ossessive) domande sull'esistenza. Lo fa con uno stile che è ormai talmente personale da affascinare anche quando, come in questo caso, una parte della 'possibile' verità diviene prevedibile attorno a metà film.
Da vedere, sino alla fine! :-) La sconosciuta
Un film di Giuseppe Tornatore. Con Ksenia Rappoport, Michele Placido, Claudia Gerini, Piera Degli Esposti, Alessandro Haber.
Clara Dossena, Angela Molina, Margherita Buy, Pierfrancesco Favino, Kseniya Rappoport, Nicola Di Pinto, Paolo Elmo, Simona Nobili, Elisa Morucci, Giulia Di Quilio, Pino Calabrese Drammatico, durata 118 min. - Italia 2006. Oggi vi suggerisco un film del 2006, l'ho visto per caso lunedì in TV e mi è piaciuto veramente tanto!
Di Irena non si sa molto, solo che è arrivata in Italia dall'Ucraina. O forse è tornata, dopo alcuni anni, per chiudere un conto. Con l'aiuto di un portinaio interessato (Haber), trova lavoro presso la famiglia Adacher, una coppia di orafi con una figlia affetta da una cronica incapacità di difendersi. Irena si occupa della piccola, la conquista e le insegna a reagire. Sembra cominciare a trovar pace, ma ecco che si ripresenta il male che ha deciso del suo passato e che ha le sembianze dell'aguzzino Muffa (Placido). I perché del prossimo referendumPubblico qui l'interessante post scovato on line. Poche parole, chiaro e semplice. In giro continuamente mi chiedono COSA riguardano i referendum e, soprattutto, cosa votare. Qui avete qualche informazione. Leggete sino alla fine!!!
Tutti dovrebbero votare ma pochi ne parlano. Si tratta del referendum che si terrà tra pochi giorni (domenica 21 e lunedì 22) in Italia e che riguarda la modifica di alcune parti dell’ultima legge elettorale, meglio conosciuta come porcellum. Vediamo allora cosa si chiederà agli italiani attraverso i tre quesiti proposti.
Il primo ed il secondo (scheda viola e beige) hanno lo stesso concetto di base. Sia alla Camera che al Senato verranno impedite coalizioni di liste, mentre potranno presentarsi solo delle liste di partito uniche, a cui verrà poi assegnato il premio di maggioranza. Ad esempio: oggi abbiamo il Pdl che si è alleato con la Lega Nord, oppure il Partito democratico alleato con l’Italia dei Valori. Bene, queste coalizioni si sono presentate nel 2008, ed il premio di maggioranza è stato attribuito alla coalizione di centro destra. Cos’è il premio di maggioranza? Al momento del calcolo dei seggi da attribuire in Parlamento, una parte di tali seggi è sottratta dal calcolo proporzionale, per essere attribuita alla coalizione che vince le elezioni, rafforzandone la sua maggioranza parlamentare. Interessante il terzo quesito (scheda verde), ovvero il divieto di candidature multiple in più (anche tutte) circoscrizioni. Oggi chiunque, sfruttando la propria notorietà, può candidarsi presso tutte le circoscrizioni: ovviamente, se sarà eletto, ne potrà scegliere solo una e rinunciare alle altre; se vince nella circoscrizione nord, per fare un esempio, e se ha già vinto in quella sud, dovrà scegliere quale seggio occupare(sono stato eletto al nord o al sud?). Ma il problema è un altro: a seconda della scelta che compie, il neo-eletto dispone anche del destino degli altri candidati nelle altre circoscrizioni, dove vinceranno i primi candidati “non eletti” che subentreranno al suo posto, dato che ha rinunciato. Si tratta di un fenomeno patologico in Italia: 1/3 dei parlamentari è stato scelto, oggi, da chi è già stato eletto e non dagli elettori. Cosa succede con il referendum: niente premi di maggioranza alla coalizione ma al singolo partito; inoltre, la soglia di sbarramento – ovvero la percentuale minima di voti per accedere in Parlamento – sarà del 4% alla Camera e dell’8% al Senato. La principale ed intuibile conseguenza è questa: i partiti si “fonderanno” in un unico schieramento per avere più forza elettorale, dato che il premio sarà dato al Pdl o al Pd e non ai partiti “satellite”, i quali esponenti, per essere rappresentati, dovranno confluire nei partiti maggiori (è il caso di Alleanza Nazionale, che è confluita nel Pdl). Pro e contro. Se al referendum vincerà il “Si”, come dicono alcuni esponenti, lo scenario politico nazionale sarà diverso. Si andrà sempre più verso un sistema bipartitico: solo due partiti “di massa”, il Pdl ed il Pd; per gli altri ci sarà poca scelta: confluire o tentare di superare la soglia di sbarramento. Il pluralismo politico non ne beneficerà. È anche vero che, in tal modo, non potrà più accadere che un partito rappresentato per lo “zero-virgola-talmente-poco” faccia cadere un governo. Pdl e Pd sono favorevoli: la loro base elettorale ne garantirà un’egemonia sia da una parte che dall’altra. I contrari. Partiti come la Lega Nord, ovviamente, sono contrari a tale scelta, poiché perderebbero definitivamente il loro potere elettivo, dato dal numero di seggi ottenuti, sul Pdl. Un solo partito avrà la possibilità di governare autonomamente.
Gli astenuti. Molti sostengono che bisogna far mancare il quorum, quindi non andare a votare. Se vince il “Si”, sarà probabile un ritorno alle urne con la nuova legge elettorale. Per Pancho Pardi, politico e scrittore, si tratterà di un “suicidio dell’opposizione”: se è vero che Berlusconi ed il suo partito hanno un’alta percentuale di consensi, ed alla luce del fatto che già oggi riescono a governare con una maggioranza indisturbata, un ulteriore premio di maggioranza, oltre alla possibilità di governare praticamente da solo, metterebbe a serio rischio il sistema democratico. Per il Pd si tratta di un rischio che bisogna correre. Ma se per rischio si intende che una formazione politica autonoma ed indipendente possa arrivare anche al 60% dei seggi e, quindi, poter governare con un’ampia autonomia che può anche non curarsi dell’opposizione? Una cosa è certa: molta gente, per altro non biasimabile, non conosce ancora i quesiti del referendum ma soprattutto non è in grado di scegliere. Perché non organizzare un dibattito su questo allora, magari senza i politici e con la presenza di esperti. Quel vecchio concetto di informare l’opinione pubblica, in pratica. Oggi la Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, dedicata quest’anno alle bambine(Roma) Una Giornata nata per sollecitare nuove politiche che risolvano le cause dello sfruttamento dei bambini, con una particolare urgenza nei confronti delle peggiori forme, come schiavitù, prostituzione o pedopornografia, sfruttamento legato a debiti o ad attività illecite, attività nocive alla salute fisica, psicologica o allo sviluppo morale dei bambini. L’ILO (Organizzazione internazionale del lavoro), nel Rapporto 2006, realizzato dal dipartimento incaricato di promuovere la Dichiarazione sui principi e i diritti fondamentali nel lavoro, e dal Programma internazionale dell'Organizzazione per l'eliminazione del lavoro minorile (Ipec), e citato ieri al Ministero del Welfare, alla vigilia di quest’importante data, ricordava come tra il 2000 e il 2004, a livello mondiale, il numero di lavoratori minorenni (soprattutto nei settori più nocivi per i minori e nelle popolazioni più vulnerabili) è sceso dell'11%, da 246 milioni a 218 milioni. Una tendenza significativa, che, a patto che non venga meno la mobilitazione mondiale per l'abolizione del lavoro minorile, porterà alla diminuzione, nei prossimi dieci anni, delle forme peggiori di sfruttamento minorile, che interessa maggiormente l'Africa Sub-Sahariana. Nel mondo, circa 7 minori su 10 sono inseriti nel settore agricolo, il 22% lavora nel settore dei servizi, il 9% nell'industria, le miniere o l'edilizia, mentre il costo stimato per la definitiva abolizione del lavoro minorile è di 760 miliardi di dollari su un periodo di circa 20 anni. I benefici in termini di istruzione e di salute si stimano in oltre 4.000 miliardi di dollari. I benefici economici dovrebbero essere almeno sei volte superiori ai costi, chiaramente innumerevoli i benefici sociali. Secondo il rapporto, si è raggiunto questo risultato grazie alla mobilitazione politica di lavoratori, imprenditori e governi e all'azione concreta di parlamentari, delle Ong, delle autorità locali, dei consumatori e del pubblico in generale. Quando si parla di bambini lavoratori, si è soliti/e credere che si tratti di una realtà che riguarda esclusivamente i Paesi in via di sviluppo, ma in Italia lavorano 144.000 bambini tra i 7 e i 14 anni (fonte ISTAT; e di questi, 31.500 sono da considerarsi veri e propri casi di sfruttamento. Altri dati (fonte IRES-Cgil) parlano invece di 400mila bambini, e per le ragazze sfruttate – sottolinea il CESVI - la vita e' ancora più dura rispetto ai coetanei maschi: svolgono gli stessi lavori, ma spesso anche le stesse mansioni risultano per loro ancora più pesanti o più rischiose. Un gran numero di bambine lavorano nell'agricoltura o nel settore manifatturiero, anche in pessime condizioni. In particolare il lavoro domestico può essere soggetto a gravi forme di sfruttamento, ed è ancora più subdolo perché più difficile da controllare. Questo impedisce la frequenza scolastica, negando loro un diritto fondamentale e intrappolando le bambine in una realtà fatta di povertà e ignoranza. Per questo motivo un altro punto cruciale della Giornata di quest'anno e della Campagna Stop Child Labour è l'educazione: le ragazze scolarizzate hanno maggior probabilità di avere un reddito sufficiente da adulte, sposarsi in età più matura, avere meno figli e con minori possibilità di essere, a loro volta, dei bambini lavoratori. Secondo il Rapporto ''Give girls a chance: tackling child labour, a key to the future”, dell’ILO (presentato ieri in occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile), sono più di 100 milioni le bambine e le ragazzine coinvolte nel lavoro minorile in tutto il mondo. E la crisi finanziaria globale potrebbe aumentarne il numero. Si stima che la metà di loro siano impiegate in mansioni pericolose o comunque rischiose e, di queste, circa 20 milioni abbiano meno di 12 anni, la maggior parte lavora in agricoltura (il 61% nella fascia d’età 5-14 anni), seguono il settore dei servizi e il lavoro domestico (il 30%, soprattutto nell’Africa sub-sahariana e in America Latina) e l’industria manifatturiera (9%). E anche se non si hanno numeri certi, sono sempre le bambine e le ragazzine a esser a essere obbligate a “lavori forzati” o sottopagati, e le più sfruttate nel giro del “commercio sessuale” minorile . L’Ilo stima poi che la proporzione tra maschi e femmine che lavorano nelle miniere e nelle cave sia abbastanza simile (su un milione di bambini dai 5 anni in su e con i conseguenti problemi di salute tra cui il rischio di invalidità o di morte), mentre sui Tra i quasi due milioni di minori sfruttati sessualmente è certo che la maggior parte siano bambine e ragazzine che provengono dalle zone rurali, attirate con la promessa di un futuro migliore. Quest’anno la Giornata Mondiale contro lo Sfruttamento del Lavoro Minorile è dedicato alle bambine lavoratrici, le più vulnerabili, quelle cui è negata l’istruzione. Su 75 milioni di bambini non ancora iscritti alla scuola primaria, si stima che il 55% è femmina. Cesvi, al fianco delle ragazze vittime di sfruttamento in ogni continente, attraverso progetti di educazione e di promozione dello sviluppo, ha aderito alla campagna Stop Child Labour - School is the best place to work rivolta a singoli cittadini, aziende, governi nazionali e Unione Europea, affinché tutta la società civile si attivi in azioni concrete per combattere lo sfruttamento del lavoro minorile e promuovere un’educazione di base di qualità nei Paesi in Via di Sviluppo. Nell’ambito di questa campagna Cesvi ha lanciato una petizione online che invita tutti a prendere una posizione contro lo sfruttamento del lavoro minorile. Oltre 8.000 persone hanno già aderito alla petizione, che verrà consegnata al governo italiano per fare pressione affinché il nostro paese si assuma degli impegni precisi a livello nazionale e internazionale sulla lotta allo sfruttamento del lavoro minorile. Per aggiungere la propria firma: www.stoplavorominorile.it
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