|
|
Giorgio Saviane - l'INQUISITO (1a pubblicazione del romanzo è del 1948) - Editore: Newton & Compton, Collana: Tascabili economici Newton, Pagine: 100
"Vorrei essere colpevole per respirare" afferma il protagonista coinvolto in un processo per l'accusa di un militante in un partito scandalistico. Nessun tormento equivale a quello dell'inquisito innocente. Il rogo ha una fine, l'innocenza non finisce mai di immolarsi: "per tutti gli anni del processo, ma anche dopo. Dovevo continuare a difendermi. Ma cosa vuol dire difendersi? E' la storia degli uomini, dei lupi, dei petali. Ogni tanto giacciono nei colori dell'abbandono". Il romanzo è preceduto dall'introduzione di Piero Luigi Vigna, Procuratore della Repubblica di Firenze.
Un romanzo bruciante e di tremenda attualità, seppur scritto parecchi anni orsono. Giuristi insigni hanno riconosciuto a questo romanzo di essere stato l'eloquente "testo di dolore" (così si legge in quarta di copertina) che ha contribuito alla riforma del Codice di Procedura Penale. Tuttavia, insufficiente: l'avviso di garanzia sorto per tutelare l'imputato si risolve in una precondanna che infama e macera soprattutto chi è innocente.
E' un romanzo che lascia pensare, sia all'uomo comune ma anche - e sopratutto - a chi ha studiato (o continua a studiare o dovrà studiare) il complesso sistema delle leggi italiane penali e di procedura penale. Non azzardo se suggerirei al docente di turno che tiene la cattedra di Procedura Penale di indicare questo breve racconto (100 paginette le ho lette in una mattinata!) in appendice a TESTI CONSIGLIATI all'esame.
L'atmosfera alterna il reale all'onirico. La stessa scena iniziale (Luca Marniani che acquista una pistola per uccidere il giudice) altro non è che il frutto della mente affranta del protagonista che ricerca la giustizia in un mondo di ingiustizia.
Veramente vi consiglio la lettura. L'attualità vi lascerà sorpresi.
Quest'anno la NOTTE degli OSCAR ha ricevuto poca importanza in questo blog rispetto al passato! Chiedo scusa ma la testa era da tutt'altra parte!! In ogni caso... Nessuna sorpresa all’edizione 2009 degli Academy Awards, dove quasi tutti gli Oscar sono stati assegnati secondo i sempre più precisi pronostici. A portarsi a casa il maggior numero di statuette è stato il film “The Millionaire” di Danny Boyle, pellicola che ha registrato un assoluto trionfo vincendo ben otto premi tra cui quello per il miglior film. Per quanto riguarda gli attori, Sean Penn è il miglior attore protagonista in “Milk”, mentre Penelope Cruz è la prima donna spagnola a vincere un Oscar come miglior attrice. Tra i non protagonisti arriva una meritata statuetta all’interpretazione di Kate Winslet in “The Reader” e l’ennesimo riconoscimento postumo per Heath Ledger. Miglior film -The Millionaire, regia di Danny Boyle, Miglior regia - Danny Boyle - The Millionaire, Miglior attore protagonista -Sean Penn - Milk, Migliore attrice protagonista -Kate Winslet - The Reader - A voce alta Miglior attore non protagonista -Heath Ledger - Il cavaliere oscuro, Migliore attrice non protagonista -Penélope Cruz - Vicky Cristina Barcelona, Miglior sceneggiatura originale -Dustin Lance Black - Milk, Miglior sceneggiatura non originale -Simon Beaufoy - The Millionaire, Miglior film straniero -Okuribito, regia di Yojiro Takita (Giappone), Miglior film d’animazione WALL-E, regia di Andrew Stanton e altre!
Lo dico... no, non lo dico!!! Vi risparmio il mio commento su sanremo!!!
E' stato un vero e proprio "testamento" politico quello che oggi, per quasi un'ora, il segretario dimissionario del Pd Walter Veltroni ha pronunciato davanti a decine di giornalisti e allo stato maggiore del partito che ha guidato per poco più di un anno, scusandosi per il fallimento della sua leadership ma chiedendo di "non tornare indietro".
Nella stessa sala della Camera di Commercio di Roma dove solo sabato scorso aveva illustrato alle parti sociali il contro- pacchetto anti crisi del Pd, Veltroni, dopo la sconfitta del centrosinistra alle elezioni regionali in Sardegna, ha chiesto scusa per "non avercela fatta a fare il partito che volevo io e che volevano tre milioni e mezzo di persone. Non ce l'ho fatta e chiedo scusa".
"Sento di non aver corrisposto alla richiesta d'innovazione che c'era".
"Ce l'ho messa tutta, ma non è bastato", ha confessato, parlando senza cravatta e senza i tradizionali schermi che lo hanno accompagnato per oltre un anno nei suoi discorsi.
Nel basket, lo sport preferito dell'ex direttore dell'Unità ed ex sindaco di Roma, "si alza la mano e ci si assume per intero la propria responsabilità". Dunque, le dimissioni, che ieri in un primo momento il coordinamento del Pd aveva respinto, ma che Veltroni ha riconfermato: "Sono convinto che questa scelta, per me dolorosa, sia giusta anche per mettere al riparo il progetto del Pd"
Perché, pur annunciando a 53 anni il suo ritiro non solo dal vertice del partito, ma di fatto dalla politica quotidiana, Veltroni ha difeso oggi a spada tratta la creatura politica che "è e resta la ragione politica della mia vita"
"A chi mi seguirà posso garantire una cosa", ha detto l'ex leader democratico, quella di rispettare la regola evangelica "non fare agli altri quello che è stato fatto a te", accennando alle critiche in cui in questi mesi, a partire dalla sconfitta alle elezioni politiche del 2008, è stato bersagliato all'interno del partito. Di cui pure era diventato segretario con il 75% dei voti durante le primarie dell'ottobre 2007.
Quanto al futuro del partito, Veltroni ha chiesto che non si torni indietro. "Non bisogna tornare indietro, non c'è un ieri migliore dell'oggi... Oggi ci sono le condizioni perché si possa realizzare il sogno di una maggioranza riformista". E ai dirigenti del Pd, prima di tutto, Veltroni ha detto: "Amatelo di più, questo partito. Innaffiatela di più, questa pianta", dopo averli invitati a non chiedere "a chi verrà eletto dopo di me, con l'orologio in mano..., di ottenere dei risultati".
Perché il Pd "è il più grande progetto politico della storia italiana... non un progetto che si consuma in 18 mesi", ma che dura degli anni.
Le Associazioni e le Organizzazioni del Tavolo di lavoro sul pacchetto sicurezza esprimono profonda preoccupazione in seguito all'approvazione da parte dell'Assemblea del Senato del ddl 733 e chiedono alla Camera di apportare modifiche sostanziali al testo. Il Tavolo ha svolto il proprio lavoro con l'intento di evidenziare le ricadute che i provvedimenti del pacchetto sicurezza avranno anche sulla vita dei bambini e degli adolescenti di origine straniera presenti sul territorio italiano. Valuta che le ripercussioni sui minorenni delle norme approvate al Senato saranno molto gravi. In particolare, la soppressione del comma 5 dell'articolo 35 del Testo unico sull'immigrazione in merito alla non obbligatorietà di segnalare gli stranieri irregolarmente presenti che dovessero rivolgersi a strutture sanitarie, comporterà il mancato ricorso a cure mediche presso strutture pubbliche da parte di immigrati irregolari che ne avessero bisogno, generando così un'area di "clandestinità sanitaria". Tutto ciò avrà ricadute gravissime sui bambini e gli adolescenti figli di irregolari, e comprometterà un diritto fondamentale come quello alla salute e alle cure sanitarie, favorendo processi di esclusione ed invisibilità dei diritti sociali, in violazione della Convenzione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza che proprio all'art. 24 prevede che gli Stati debbano assicurare a tutti i minorenni di beneficiare dei servizi medici. Il Tavolo di lavoro considera, inoltre, negativa la scelta di introdurre il "reato di clandestinità", che avrà come immediata conseguenza quella di spingere alla completa invisibilità una parte consistente della popolazione straniera, relegando così gli irregolari alla totale marginalità sociale, con la conseguente esclusione dei minorenni, per i quali non è prevista alcuna forma di tutela, da qualunque servizio di base. In tal modo verranno negati quei diritti fondamentali che dovrebbero ormai essere acquisiti. Le Associazioni e le Organizzazioni del Tavolo che sin dall'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri il 21 maggio 2008 del cosiddetto "Pacchetto Sicurezza" hanno seguito l'iter dei provvedimenti in esso contenuti, continueranno a monitorare i lavori della Camera dei Deputati ed elaboreranno documenti tecnici di proposte di volta in volta contestuali alle modifiche apportate al testo in sede di discussione.
(Fonte: Unicef)CAGLIARI - Il centrodestra strappa la Sardegna allo schieramento avversario e Ugo Cappellacci diventa il nuovo governatore, scalzando Renato Soru che nel 2004 vinse con il 50,13%. Il dato pressoché definitivo (91% di sezioni scrutinate) arriva intorno alle 6 e mezza del mattino - 15 ore dopo la chiusura dei seggi - e assegna a Cappellacci il 51,86% dei consensi, mentre il presidente uscente si ferma al 42,9, un distacco di 9 punti che pesa come un ko.
Crolla la coalizione di centrosinistra inchiodata al 38,67% contro il 56,66 del centrodestra. Ma Soru si conferma vincente nella leadership conquistando quasi cinque punti in più della sua coalizione. Cappellacci ne ha presi esattamente 5 in meno. Il Pdl diventa il primo partito nell'isola superando il 30%, il Pd al contrario affonda e non arriva al 25% (un anno fa alle Politiche si attestò al 33% e nelle Regionali del 2004 la somma dei tre partiti confluiti nel Pd, Ds-Dl-Progetto Sardegna, portò una dote attorno al 32%).
Nelle fila del centrodestra crescono i Riformatori (dal 6 al 7% circa), si conferma la potenza dell'Udc che viaggia sempre sul 9-10%, mentre il contestato debutto del Psd'Az nello schieramento guidato dal Pdl premia la scelta dei suoi dirigenti (dal 3,83% del 2004 al 4,35 di oggi). Nella casa degli avversari, netto balzo in avanti dell'Idv che passa dallo 0,99% del 2004 all'attuale 5%. Al contrario, scende di un punto il Prc che si attesta al 3%.
I dissidenti del Psd'Az, invece, raggruppati con i Verdi nella lista dei Rosso Mori si fermano al 2%. I Socialisti, cinque anni fa alleati con Soru, hanno fatto una corsa solitaria che li ha portati a superare di poco il 2% contro il 3,76 del 2004: una scommessa persa quella di rompere con il centrosinistra, perché il partito vede sfumare la possibilità di conquistare anche solo un seggio.
L'Irs dell'indipendentista Gavino Sale si conferma intorno al 2% come dato di lista, ma la sorpresa è il successo personale del leader che ha superato il 3% nella lista regionale. Irrompe un inedito "partito", quello dell schede nulle che diventano la terza forza della Sardegna: sono quasi 15.000, a cui si aggiungono le schede annullate volontariamente dall'elettore (circa 3300) e quelle bianche (più di 5000). A risultato ormai acquisito, una prima proiezione dei seggi ne assegna 54 al centrodestra e 26 al centrosinistra per un totale di 80 consiglieri che andranno a comporre la nuova Assemblea regionale contro gli 85 della precedente legislatura.
La schiacciante vittoria dello schieramento guidato da Cappellacci non fa infatti scattare il premio di maggioranza che determina l'eventuale aumento del numero minimo di 80 consiglieri previsto dalla legge. Nella nuova maggioranza 26 seggi verrebbero attribuiti al Pdl, 7 all'Udc, 5 ai Riformatori, 3 al Psd'Az, 2 a Sardegna Unita-Uds e 2 all'Mpa. Nello schieramento dell'opposizione 17 seggi andrebbero al Pd, 3 all'Idv, 2 al Prc, uno ai Rosso Mori, uno al Pdci e uno a La Sinistra. Rispetto al Consiglio regionale uscente, il rapporto si capovolge: nel 2004 il centrosinistra aveva ottenuto 51 seggi (grazie al premio di maggioranza) contro i 34 dell'opposizione. Brevemente, dopo settimane di INGERENZA berlusconiana per sostenere il candidato cappellacci, domani e lunedì i sardi sono chiamati ad esprimere il loro VOTO. Posso solo dire che SPERO vinca SORU. ha fatto tanto per la Sardegna e mi dispiacerebbe moltissimo se... meglio non gufare... aspettiam e vediamo! Domani e lunedì sarò segretario ai seggi, a Pirri! IL VERDETTO è vicino. IL DESTINO DELLA SARDEGNA E' NELLE NOSTRE MANI.

...AUGURI a tutti quelli che amano e sono amati! Quest'anno ho la fortuna di festeggiarlo con la mia ELi e perciò... ne approfitto!! :-) Che poi... S.Valentino è una stupidata commerciale ma quando si è lontani ogni occasione è buona per passare un pò di tempo in più con chi si ama.
Non ti muovere (2004)
Un film di Sergio Castellitto. Con Sergio Castellitto, Penelope Cruz, Claudia Gerini, Angela Finocchiaro. Genere: Drammatico, colore 125 minuti.
Come avevo accennato, anziché farmi ubriacare con le stronzate del GF o di X-FACTOR, lunedì mi son gustato un bel film.
E’ un bel film, di qualche anno fa che non avevo ancora visto pur avendone sentito parlare (se non altro perché è tratto da un libro). Qualche recensione lo definisce “sporco” ed è proprio la sensazione che il film ti lascia addosso. Non amo i recenti film italiani, sempre eccessivamente pesanti e prevedibili (vedi Muccino, la sua ultima creatura è di una prevedibilità a dir poco disarmante!).
Trama di NON TI MUOVERE: un chirurgo vede arrivare nell'ospedale dove lavora, proprio sua figlia, in coma a seguito di un incidente stradale. Nel corso del lungo intervento, Timoteo, disperato, svela sé stesso, confessando, in un immaginario dialogo con la figlia, un segreto doloroso: la storia, di un amore extraconiugale potente e viscerale. Sergio Castellitto raggiunge con questo film la piena maturità artistica come regista e interprete, perché sa trarre dalla memoria e dal dolore l'energia per raccontare di un amore tanto 'impossibile' quanto alimentato con tenacia e passione. E' un omaggio alle donne senza retorica e a cuore aperto. La moglie Elsa (con le sue domande inespresse per paura di infrangere la fragile trama di complicità della vita matrimoniale), Italia (con la sua apparenza volgare e con i suoi profondi moti dell'anima) e infine Angela, la figlia, che in qualche misura convoglia nella sua personalità (delineata con pochi ma precisi squarci in flashback) quella delle altre due. "La vita è un deposito di scatole vuote, mancate. Siamo quello che resta, quello che abbiamo arraffato" afferma Timoteo nel libro. Siamo anche, sembra dirci il regista con una delle prime inquadrature del film, un casco pieno di pioggia. La morte e la vita si contendono in ogni istante il nostro essere. Il cinema può aiutarci a leggere meglio questo conflitto. Lo ha già fatto in passato. Continua a farlo con questo film. (da mymovies.com). Se non l'avete visto fateci un pensierino, non è un capolavoro certo, ma merita di essere visto. Ieri, alle 20 e 10, la morte di Eluana. Alle innumerevoli polemiche dei giorni scorsi ora finalmente scenderà il silenzio. Prima che un insulso decreto-legge, prima di una eventuale legge sul testamento biologico scritto di getto, prima di tutto e tutti (vedi alla voce Politici, Chiesa, SCONOSCIUTI), Eluana se ne definitivamente andata, prima che qualcun'altro si accannisse ancora contro di lei cercando di "darle" quella che per alcuni, ma non certamente per me è vita.
Premessa: se siete degli appassionati del Grande Fratello non leggete il mio Post: apparteniamo a due mondi di intendere la TV talmente distanti che cercare di trovare un punto di contatto, una zona di quiete/dialogo. è IMPOSSIBILE.
Il problema di fondo, secondo il mio punto di vista, è legato a due aspetti:
1) Finché la gente continuerà a guardarlo, continueranno a farlo, magari inizieranno a stufarsi gli stessi autori, conduttrici e concorrenti circa dopo GF20… ma non sono neanche tanto sicuro…
2) Mi domando: perché diavolo pur disinteressandomene sono costretto a sentirne parlare sempre e addirittura dai TG??? Volete due esempi? Non chiedetemi i nomi –grazie a Dio lì conosco poco! – ma dico: chi se ne frega se l’hostess dell’Alitalia perderà il lavoro? Cavoli suoi, evidentemente mirava solo a far spettacolo con la corda e l’impicco. E’ scoppiata una rissa violenta (un bicchiere di vetro)… Violenza, urla, bla bla bla e alla fine maco l’eliminano?… l’importante è che se parli… no?
Francamente MI SONO ROTTO. L’unica edizione interessante è stata la prima e, credo, che l’esperimento dovesse finire lì. NON una replica all’infinito! Tra l’altro quest’anno gli “inquilini” sono veramente dei DUMMIES: la tettona col cervello inesistente (chiaro: tutte le donne non aspirano altro che avere per i diciotto anni una 6a e agli uomini interessa solo quello); l’imprenditore americano-napoletano (?) dipinto come “colui che c’è l’ha fatta…”… personalmente non vedo l’America come un traguardo, troppo ricca di contraddizioni e non ci andrei mai a vivere per mio piacere s enon per esigenza e comunque per un periodo ristretto; il cieco (dai… sono assolutamente convinto che sia giusto cercare un’integrazione ma… non è questo il modo); la lesbica (come se spiattellare i propri gusti sessuali ti renda Personaggio… è lesbica e allora?? a parte questo non credo emerga per altro), la svampita abbandonata dal padre (con tanto di CARRAMVBA) (quest’anno la storia d’amore è trita e ritrita… meglio una cosa a tre o a quattro, meglio: due sono quasi amanti…), l’isterica bionda veramente la prenderei a calci nel culo (FINTISSIMA), il buono e ingenuo (??sicuri?) ex clandestino cuoco o il fornaio… . E ci sarebbe ancora da dire ma attendo… il prossimo TG (e non mi riferisco a Studio Aperto, lì sì che uno se le va a cercare le notizie più ghiotte!).
VOGLIO UN FILM: possibile che la programmazione mediaste o rai sia INESISTENTE?
Rimedierò su RAI4, lunedì dovrebbe esserci il film NON TI MUOVERE. Ne ho sentito parlare bene, me lo gusterò… alla faccia dei fratellini più spiati (e noiosi) d’Italia!
La data delle elezioni in Sardegna si avvicina. Chi mi conosce e chi legge il blog sa come la penso a riguardo e cosa voterò: MEGLIO SORU. Ma dato che ritengo sia interessante “analizzare il fenomeno Berlusconiano di lavaggio delle cervella ai sardi”, pubblico integralmente il testo di Umberto Allegretti, costituzionalista dell'Università di Firenze: voglio dire, non lo dico io, da studente di giurisprudenza (e che non sono nessuno) ma lo dice un COSTITUZIONALISTA. Leggete e rabbrividite. Ma sopratutto fatevi una domanda: “Perché Berlusconi tiene così tanto a mettere le mani sulla Sardegna? E’ forse il suo più recondito tesssoro??? (per dirla alla Gollum)?”
"La vita politica sarda attraversa, in questa campagna elettorale, un momento di particolare delicatezza. Tale delicatezza non è solo legata alle difficoltà, ora superate, intervenute tra il Presidente della Regione e la sua maggioranza e che hanno provocato un leggero anticipo delle elezioni. E non dipende unicamente dalla contrapposizione radicale di programmi e di atteggiamento tra la maggioranza della legislatura appena conclusa e quella che, qualora le subentrasse, sovvertirebbe, come è del tutto chiaro, le realizzazioni della Giunta Soru nelle materie più essenziali della politica regionale: le realizzazioni in campo istituzionale, quelle in campo finanziario – che hanno fruttato il risanamento del bilancio e lo sviluppo delle risorse a disposizione della Sardegna – quelle in materia di cultura e di istruzione, in campo ambientale e urbanistico, come pure nelle politiche sanitarie, sociali ed economiche. In realtà, più che in una situazione delicata ci si trova di fronte, non senza un senso di vero e proprio sbigottimento, a una anomalia, sconcertante e assolutamente inedita: il dispiegarsi di settimana in settimana di una pressione indebita – indebita costituzionalmente e politicamente – che il presidente del consiglio, più che la coalizione che si è totalmente affidata a lui, sta esercitando su queste elezioni in un modo e con una intensità che non si è mai data in precedenza. Da costituzionalista, parto dal primo punto. Talora non sono mancate in Italia, anche da parte di qualche governo nazionale di segno diverso dall’attuale, interferenze poco corrette su elezioni a livello regionale e locale. Ma esse non hanno mai avuto la violenza della pressione svolta in prima persona da Berlusconi con una continua presenza nella campagna elettorale sia in Sardegna che sulle stesse televisioni nazionali. Questo comportamento, rincarato anche rispetto a quello già da lui praticato in Abruzzo, non può che essere definito costituzionalmente illecito. Di fronte al ruolo delle Regioni nell’attuale sistema costituzionale, il presidente del consiglio deve infatti rigorosamente attenersi all’obbligo di osservanza dei confini tra le varie istituzioni e al dovere di imparzialità che la Legge sulla Presidenza del Consiglio gli richiede a tutela sia delle competenze dei poteri nazionali (che non si concentrano certo in decisioni sovrane del presidente del consiglio) che della libertà delle autonomie territoriali, ed è tenuto a osservare il rispetto dovuto all’autonomia che il pluralismo del nostro sistema costituzionale esige per mantenere effettiva la democrazia nel nostro paese. Questo aspetto, di eccezionale rilievo per valutare la fedeltà o infedeltà del presidente del consiglio alla posizione che la Costituzione gli impone, potrebbe sfuggire all’elettorato interessato a una contesa che dovrebbe riguardare essenzialmente il governo della Regione (ma che avrà indubbi riflessi sul contesto nazionale, riflessi che Berlusconi, ad onta di ogni affermazione contraria, ha di mira, e che gli elettori non possono pertanto omettere di tenere in conto). Ma proprio questo è il punto: l’invadenza di Berlusconi sulla campagna elettorale regionale non è che una chiara dimostrazione di quanto questa campagna coinvolga direttamente la questione dell’autonomia sarda, del valore che le è proprio e della sua relazione col quadro nazionale. E’ l’autonomia che oggi è in gioco come non mai e gli elettori dovrebbero orientarsi in base al valore che intendono darle. I sardi – come gli storici e gli uomini di cultura hanno tante volte messo in luce - hanno sempre avuto un senso acuto della propria autonomia e proprio quando questa meno è stata rispettata dall’esterno hanno sempre reagito affermandola. Così è accaduto nel glorioso sebbene breve periodo del primo dopoguerra e della fondazione del partito sardo d’azione, così nel secondo dopoguerra con l’affermarsi compatto della richiesta di dar vita a una regione a statuto speciale. Così anche nel primo periodo di funzionamento della regione, nel quale la pur tendenziale conformità dei governi sardi al colore di quelli nazionali si è accompagnata a un vivace atteggiamento di difesa delle competenze regionali risultanti dallo statuto contro gli atteggiamenti ostili del governo e della burocrazia statale. Il sentimento dell’autonomia si è ancora accentuato nel periodo della lotta per la conquista e la realizzazione del piano di rinascita, della quale, nonostante i difetti emersi nell’attuazione del piano, non può disconoscersi il valore che a suo tempo ebbe per l’Isola. Esso si è ripetuto nelle difficili traversie delle giunte di centrosinistra degli anni ottanta e novanta e poi più fortemente con la Giunta Soru, che ha saputo condurre quella riuscita azione di rivendicazione finanziaria, di salvaguardia ambientale, di valorizzazione dell’identità sarda e di ridimensionamento delle servitù militari che tutti conoscono. Si vorrebbe oggi far a meno di questo patriottismo regionale? Il pericolo di compressione dell’autonomia, di resa all’invadenza governativa volta a rafforzare il potere della maggioranza sul piano nazionale, e di soddisfacimento di precisi interessi di dominio sulla Sardegna e di appropriazione dei pregi del suo territorio, non è mai stato così grave come col terzo governo Berlusconi e con l’azione messa in moto dal presidente del consiglio. Questi parla di valorizzazione dell’ambiente e del turismo, ma quale cessione del contesto naturale e paesistico sardo all’edificazione selvaggia sia da aspettarsi da una giunta che gli sarebbe eternamente ligia perché direttamente da lui insediata nel potere, ogni sardo che voglia guardare in faccia la realtà sa bene. L’accentramento finanziario, già praticato eminentemente verso la Sardegna dal governo Berlusconi della legislatura 2001-2006 è assolutamente vivo in questa legislatura malgrado i propositi, per ora puramente retorici, di federalismo fiscale. L’appoggio alla ricerca e agli studi superiori e universitari dato dalla Giunta Soru sarebbe inghiottito dalla politica contro la ricerca propria dell’attuale governo, che fa fuggire i giovani all’estero in cerca di una lavoro qualificato. E così via. Dunque convinzione del valore dell’autonomia della Sardegna, non partigianeria politica – personalmente non ho mai fatto atti di adesione politica ma solo opera culturale – induce chi è sardo appassionato alla sua terra perché ne segue pur di lontano la vita, ad appoggiare la coalizione di centrosinistra e ad augurarsi che l’elettorato, sia quello di sinistra che quello moderato, sappia distinguere la coalizione che ha mostrato e dà fiducia di valorizzare l’autonomia speciale e l’identità particolare della Sardegna da un’altra la cui vittoria porterebbe a una fase di vera e propria colonizzazione dell’Isola. Grave errore sarebbe quello di coloro che – magari per rigorismo ideale o per insofferenza a una guida sentita come personale e decisionista, ma che ha praticato politiche appropriate allo sviluppo della nostra terra – cedesse a quel massimo di allontanamento dalle proprie responsabilità che sarebbe l’astensione: atto di voto indiretto alla conquista berlusconiana dell’Isola, un suicidio vero e proprio, che contribuirebbe ad affossarne l’autonomia, chissà, per una lunga fase". Oggi mi andava proprio di ascoltare la (ormai) datata SECRETLY, di cui riporto testo, traduzione (al femminile essendo la cantante una donna) e video. Ho sempre pensato sia una delle migliori canzoni degli Skunk Anansie. E' proprio vero che la musica è capace di calmare l'animo e la mente e, come ogni tanto mi succede, ho proprio bisogno di staccare la testa dalle preoccupazioni, dagli esami, dall'incertezze in generale e farmi una bella cantata... Certo, il testo non si addice al mio status emotivo (per fortuna!!) ma... la cosa più bella che ricordo di questa canzone è stato quando ho letto per la prima volta la traduzione del testo. Al tempo masticavo poco d'inglese (non che ora... però un passetto in avanti l'ho fatto  ...) e perciò ero stato rapito dalla voce della cantante e della melodia, ma al testo non pensavo proprio. E devo dire che alle volte ripenso a come sia "divertente" ascoltare una canzone e "fantasticare sul testo". Ora mi capita di rado, ma è sempre una bella esperienza.
I've been biding my time / Ho aspettato il momento giusto Been so subtly kind / sono stata così accuratamente gentile I've got to think so selfishly / ora devo pensare così egoisticamente 'Cos you're the face inside of me / perchè tu sei il volto dentro di me
I've been biding my days / Ho aspettato il giorno giusto You see, evidently it pays / vedi, evidentemente mi ricompensa I've been a friend with unbiased views / sono stata un'amica dalle opinioni oggettive Then secretly lust after you / poi segretamente ti ho desiderato
So now you feel rusty / Così adesso ti senti arrugginito You're bored and bemused / sei annoiato e confuso You wanna do someone else / Vuoi farti qualcun altro So you should be by yourself / ecco perchè dovresti stare da solo Instead of here with me / invece che qui con me Secretly / Segretamente
Trying hard to think pure / Provo con difficoltà ad avere pensieri puri Bloody hard when I'm raw / è dannatamente difficile quando sono nuda You're talking out so sexually / tu parli così sensualmente About boys and girls / di ragazzi e ragazze And your friggin' dreams / e dei tuoi sogni di scopare
So now you feel lusty you're hot and confused / Cosi adesso ti senti forte, sei eccitato e confuso You wanna do someone else / Vuoi farti qualcun altro So you should be by yourself / ecco perchè dovreti stare da solo Instead of here with me / invece che qui con me Secretly / Segretamente
So now you've been busted / Così adesso sei stato manovrato, You're caught feeling used / scoperto, ti senti usato You had to do, someone else / Dovevi farti qualcun altro You should have been by yourself / avresti dovuto stare da solo You had to do, someone else / dovevi farti qualcun altro You should have been by yourself / avresti dovuto stare da solo Instead of here with me / invece che qui con me Secretly (x3) / Segretamente.
Ho sempre amato la pioggia. Spazza via le cose negative e il ticchettio delle gocce mi rilassa. Ma stanotte non si è trattato di una semplice pioggerella: tuoni e lampi come boati mi hanno svegliato alle due del mattino e… come sempre mi succede, ecco l’ispirazione per un raccontino… non avevo proprio al forza di mettermi seduto al computer, ma non riuscivo nemmeno più a chiudere occhio e così - come faccio talvolta - ho appuntato qualche dettaglio sulla memoria del cellulare. Nella notte i lampi, le gocce, il ticchettio delle miei mani che pigiano i tasti… Essendo una pioggia forte e violenta, né è venuto fuori un raccontino tetro e “sanguigno” come raramente mi capita.
…è proprio vero: la mia voglia di scrivere mi sorprende nei momenti meno opportuni ma forse è proprio per questo che amo scrivere. E spero di poter dedicare più tempo al mio hobby, sempre più rosicato a causa degli impegni e dalla stanchezza.
|