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Le mie parole

Oggi mi gira di fare un Intervento-Omaggio a questa stupenda canzone re-interpretata da Bersani. Si tratta di una cover di Pacifico (all'anagrafe Gino De Crescenzo). La stima di Bersani per Pacifico si trasforma presto in amicizia e si evolve professionalmente nella cover di "Le mie parole" che Bersani incide nel suo greatest hits Che vita! (2002) e nella partecipazione di Pacifico al tour di quel disco (2003). Ecco il testo che personalmente è uno dei migliori di una canzone italiana che abbia mai letto) e un link per sentire la canzone (cliccate su PLAY)!
 
         Le mie parole OCAY7K7LHCA1RJ382CA1CHMHPCAQ0JQCKCALGJ2GYCAM03L2LCAAWJMKHCARRPZTUCADQT1BQCAA3WXH6CAHD4S9JCAAPSPTVCA67J6HUCAB5HC7LCAFF2US8CABE5P4DCAW1CHYQCAU1OO1C
 
Le mie parole sono sassi,
precisi e aguzzi pronti da scagliare su facce vulnerabili e indifese;
Sono nuvole sospese, gonfie di sottintesi
che accendono negli occhi infinite attese;
Sono gocce preziose, indimenticate,
a lungo spasimate, poi centellinate;
Sono frecce infuocate che il vento e la fortuna sanno indirizzare;
Sono lampi dentro a un pozzo cupo e abbandonato,
un viso sordo e muto che l'amore ha illuminato;
sono foglie cadute, promesse dovute
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate;
Sono note stonate,
su un foglio capitate per sbaglio, tracciate e poi dimenticate,
le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire, lo ammetto.
Strette tra i denti, passate e ricorrenti,
inaspettate, sentite o sognate.

Le mie parole son capriole, palle di neve al sole,
razzi incandescenti prima di scoppiare;
Sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare,
piccoli divieti a cui disobbedire;
Sono andate a dormire
sorprese da un dolore profondo che non mi riesce di spiegare,
fanno come gli pare, si perdono al buio per poi ritornare;
Sono notti inteminate, scoppi di risate,
facce sovraesposte per il troppo sole;
Sono questo le parole, dolci o rancorose,
piene di rispetto oppure indecorose;
Sono mio padre e mia madre,
un bacio a testa prima del sonno, un altro prima di partire;
Le parole che ho detto e chissà quante ancora devono venire
Strette tra i denti, risparmiano i presenti,
immaginate, sentite o sognate,
spade fendenti,
al buio sospirate,
perdonate, da un palmo soffiate.